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Do Big Things

Do Big Things cover
Tempo di lettura: 3 min

Dopo 36 anni BBDO ha cambiato il suo storico mantra da «The Work. The Work. The Work.» a «Do Big Things», inaugurando un nuovo approccio.


Perché è importante: Suggerisce un cambiamento nelle richieste dei clienti, che oggi vogliono non solo lavori creativi eccellenti, ma anche strategicamente vincenti.


Phil Dusenberry è stato un'icona della pubblicità. Pepsi, ad esempio, non sarebbe Pepsi senza i suoi lavori che l'hanno resa attraente per il pubblico più giovane.

Nel 1986 il New York Times definisce così le pubblicità con l'inconfondibile tocco di Dusenberry: «Delicate ma anche intense, nelle versioni più riuscite strappano gli spettatori dal torpore provocato dalla banalità di molta pubblicità».

Tra le cose per cui Dusenberry è ricordato c'è anche il mantra dell'agenzia BBDO che ha diretto per molti anni: «The Work. The Work. The Work.»

«The Work» sta per lavoro creativo (non a caso il portale che raccoglie tutti i lavori premiati al Festival della creatività di Cannes si chiama The Work) e trasmetteva la dedizione totale di BBDO alla qualità e all'impatto della creatività. Quel mantra era un modo per sottolineare che il successo dell'agenzia dipendeva interamente dalla capacità di creare campagne pubblicitarie eccezionali, efficaci e memorabili.

Giovedì scorso, per la prima volta dopo 36 anni, BBDO ha cambiato il suo mantra.

La nuova homepage del sito bbdo.com, lanciata lo scorso 20 febbraio.

«Do Big Things» è il motto scelto dai nuovi CEO Nancy Reyes e CCO Chris Beresford-Hil, che guidano l'agenzia da poco più di un anno. E con questo cambiamento hanno voluto togliere il focus dal lavoro finale, per spostarlo sul processo strategico e creativo.

«Non vogliamo concentrarci solo sul risultato finale – ha detto Beresford-Hill ad Advertising Age, – perché ci sono molte attività che lo precedono, e dobbiamo evidenziarle e farne percepire il valore».

Il nuovo approccio si traduce anche in un diverso modo di leggere i brief: «Dobbiamo assicurarci di risolvere il problema più cruciale per il business dei nostri clienti, e non solo il problema che ci viene presentato nel brief… e dobbiamo farlo con entusiasmo», ha spiegato Reyes.

Questo cambiamento accende i riflettori su una serie di processi che spesso restano in ombra, come lo studio del pubblico e della tradizione del brand. Si tratta di una fase cruciale di analisi che serve a trovare non solo la migliore idea creativa, ma anche la soluzione più vincente sul lungo periodo (ovvero il tempo in cui ragionano le strategie).

E questo – stando a quello che ci dice il nuovo corso di BBDO – è ciò che oggi i clienti chiedono alle agenzie.